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Social Accountability Systems

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Gratuito patrocinio per gli enti non profit

Il D.P.R. 115/2002 riconosce agli enti non profit il beneficio del GRATUITO PATROCINIO nei processi civile, amministrativo, contabile e tributario: il trattamento previsto per la persona “non abbiente” è, infatti, garantito anche agli enti e alle associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.
Ai sensi del D.P.R. 115/2002 nel processo penale è assicurato il patrocinio per la difesa del cittadino (ma anche per lo straniero o l’apolide) non abbiente, che sia indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

E’, altresì, assicurato il patrocinio nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del non abbiente (sia cittadino che straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare o apolide), quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate.

Si parla comunemente di “gratuito patrocinio“, ma è più corretto parlare, appunto, di “patrocinio a spese dello Stato” perché è l’Erario che provvede ad anticipare una serie di “voci di spesa” (come gli onorari dovuti ai difensori) ed a prenotarne a debito altre (come il contributo unificato, le spese di notifica, le imposte di registro ecc.).

Su cosa il ns. legislatore intenda per “non abbienza”, tempi ed iter della procedura di ammissione e relativi effetti, si rimanda alle schede pratiche circa l’istituto (diversificate per giudizi civili/amministrativi, da una parte, e penali, dall’altra), che si trovano alla voce “processi e cause” nell’ambito della sezione “come fare per” del sito del Ministero della Giustizia (http://www.giustizia.it).

Quello che si vuole qui sottolineare è l’opportunità di godere del beneficio anche da parte degli Enti non profit.

Infatti, ai sensi dell’art. 119 del sopra citato D.P.R., nei processi civile, amministrativo, contabile e tributario il trattamento previsto per il non abbiente è garantito anche agli enti e alle associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.

Per quanto riguarda, invece, i procedimenti penali la Corte di Cassazione ha ritenuto che detti enti possano accedere all’istituto solo nei casi in cui venga ivi esercitata l’azione civile (per il risarcimento del danno).

Si rammenta che le esigenze di consulenza o assistenza stragiudiziale non sono “coperte” dall’istituto.