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Social Accountability Systems

La scommessa di una impresa che ha scelto di sostenere le narrazioni sociali, la valutazione di risultati non economici, la qualità del sociale e tutti i sogni di chi si impegna dentro spazi di futuro per il mondo dei ragazzi.

Valore Aggiunto Sociale: una sensibilità da far crescere

Per il mondo del terzo settore non è solo importante analizzare e capire quali sono stati i risultati raggiunti operativamente ma risulta sempre più centrale spostarsi anche su un altro contesto di analisi: la misurazione del valore aggiunto di tipo sociale generato su un territorio.

In Italia uno dei maggiori punti di riferimento per quanto riguarda la misurazione del Valore Aggiunto sociale è Andrea Bassi, docente dell’Università di Bologna. Secondo Bassi i valori aggiunti prodotti da una organizzazione sono quattro: valore politico, valore economico, valore culturale e valore sociale.

Il valore aggiunto sociale è quello riconducibile al contributo specifico che una organizzazione produce, in termini di beni relazionali, caratteristica peculiare di tutti gli enti appartenenti al terzo settore.

Le organizzazioni del terzo settore non dovrebbero solo raccontare la qualità dei servizi da loro gestiti, ma allargare la comunicazione (soprattutto con la rendicontazione sociale) per fare conoscere i risultati raggiunti, i cambiamenti sociali generati. Insomma, essere efficienti e saperlo dimostrare è ancora più importante laddove si dichiara di voler perseguire fini alti. La natura non for profit non è più sufficiente a provare di per sé la socialità della missione.


Non sono solo però le organizzazioni non profit a dover prendere in considerazione e misurare il valore sociale creato. Anche quelle for profit, come le imprese, oggi sono chiamate ad interrogarsi su questo tema ed iniziare ad operare non solo sulla base del valore che generano per gli azionisti ma anche per la comunità in generale, la stessa analisi vale anche per la pubblica amministrazione. Da qui la nascita di strategie aziendale coerenti con la responsabilità sociale di imprese o l’inserimento di indicatori sociali nel bilancio dello stato.
La difficoltà più grande che si incontra non appena ci si avvicina al tema della misurazione di valore aggiunto di tipo sociale è la dimensione di ciò che si vuole misurare. E’ difficile circoscrivere il valore semantico di cosa intendiamo analizzare.

A livello internazionale esistevano due organizzazioni di rilievo nel campo della misurazione del valore aggiunto sociale e nella individuazione di indicatori in merito: lo SROI Network e la Social Impact Analysts Association, recentemente si sono fuse insieme dando origine alla Social Value International.

Il 19 luglio scorso, alla Camera dei Deputati, è stata ufficialmente presentata l’associazione Social Value Italia, che nasce con l’obiettivo di “promuovere la diffusione di una cultura della valutazione d’impatto sociale nella governance e nel funzionamento di organizzazioni pubbliche e private e di favorirne l’applicazione attraverso strategie, approcci e pratiche coerenti”. E’ anche questo un segno del crescente interesse ed attenzione che questo tema inizia a riscuotere anche in Italia.

Alle XIV edizione del settembre 2016 del Workshop sull’Impresa Sociale, organizzato da Iris Network, al quale SISOCIALE ha partecipato, si è molto affrontato questo tema, portando anche diverse testimonianze di cooperative e/o imprese sociali che si sono avvicinate a questo tema e hanno iniziato a misurare l’impatto sociale che le loro attività generano sul loro territorio.

Una di queste è la cooperativa sociale For.b di Forlì che, grazie al supporto di Aiccon, nel 2015 ha redatto il suo prima Social Impact Report.

 

Se vuoi scoprire come SISOCIALE può intervenire su questo tema consulta questo articolo di SISOCIALE.